giovedì 2 giugno 2011

PROFUMI MADE IN BO DI ISPIRAZIONE TOSCANA:Smell Festival dell'olfatto 2011

Amici e amiche profumo-dipendenti per voi ho scelto di partecipare alla terza edizione di Smell- Festival dell’olfatto 2011 che si è tenuta a Bologna dal 24 al 29 maggio, più ricca dell’edizione precedente e ospitata sia dal Museo della Musica sia dal Museo Civico Archeologico con qualche evento anche presso Officine Minganti e a Rimini. Il programma è stato diviso in sezioni: “Odorosi sensi” con incontri sulla storia del profumi; “Spazio tempo” con laboratori olfattivi; “Oratorio dell’aria profumante” con una sorta di cerimonia mistico-odorosa che attinge ai testi sacri; “Profumi d’Italia” che permette di conoscere i processi creativi; “L’odore del mondo” cioè viaggiare a narici aperte per poter legare odori a culture a contesti; “Scent scape” con una parte più ricreativa dedicata alla danza, al teatro, alla musica. Ancora una volta l’evento viene proposto da OraBlu e Risorse X Comunicare con varie collaborazioni.
Mio malgrado questa volta è stato impossibile seguire tutti gli incontri in calendario, c’erano Vero Kern e Yosh Han delle quali vi ho già parlato, e poi Emilie Bouge, creatrice di fragranze “Brecourt” che rappresentano un viaggio interiore mescolato a tracce di momenti di vita vissuta e poi le fragranze titpiche del Brasile.
Qualcosa per voi comunque c’è…. ed ecco che in una giornata in cui sembra che tutto il mondo cospiri contro di  me mi ritrovo catapultata in una dimensione diversa, quella olfattiva – terapeutica segnata dal Kyphy, essenza sacra agli dei  e che scioglie le tensioni. Si parla di “Aromi sacri, fragranze profane” con Erika Maderna autrice del testo pubblicato da Aboca edizioni e con Paolo Cambrai direttore di Aboca Museum. L’autrice ci presenta tutto un percorso che parte dall’origine religiosa dell’utilizzo dei profumi, perché il sacro è il fulcro attorno al quale ruotano le essenze passando da quì verso il profano con la loro funzione estetica e medica.
I profumi venivano usati dagli Dei e anche donati da essi e in virtù di questo acquisivano una valenza simbolica, magica e terapeutica. L’uomo cercava il modo di comunicare con queste creature e il profumo come il Divino è qualcosa di ineffabile, si sente, arriva e poi svanisce, evapora. Ricordiamo che nei tempi antichi le essenze venivano bruciate, esisteva la fumigazione. (Profumo deriva da per-fumo che significa “in virtù del fumo”). Spesso accompagnavano i banchetti offerti in sacrificio per coprire l’odore forte della carne bruciata. Non esistevano i processi di raffinazione  perciò l’alternativa erano unguenti e emulsioni: di essi si trova traccia non solo nei miti ma anche nei testi cristiani (Gesù significa l’Unto). Nella Bibbia, nel libro dell’Esodo è presente una ricetta per fare lozioni profumate. Il profumo assume un valore metaforico per indicare le unzioni sacre; solo nel Medio Evo diventa cosmetico.
Dunque i profumi nascono sacri e diventano profani.
Intrisi in quest’atmosfera di sacralità, di magia andiamo nel suggestivo chiostro dove assistiamo all’Olfazione di candele al Kyphy riprodotte da Aboca nel 2006  per un evento svoltosi a Milano al Palazzo Reale. Si è trattato di un vero e proprio lavoro di ricostruzione storica visto che alcune delle essenze usate all’epoca non si trovano più. Ricette del Kyphy sono narrate anche da Plutarco (Iside e Osiride).   
…….in un percorso che va dal sacro al profano dove l’umano non può che essere parte viva il 26 maggio Smell Festival ci permette di fare la conoscenza dei profumi creati da Giovanni Padovan, titolare dell’Antica profumeria al Sacro Cuore di Bologna. Padovan definisce la sua profumeria come un posto di ricerca e non di nicchia dove dalle sue ricerche, dai suoi ricordi olfattivi, dalle sensazioni e dalla raccolta di essenze nasce la linea Fior di pelle. Conservata per 10 anni perché i tempi non erano maturi e poi raffinata negli anni ed elevata grazie alle parole di Paola Goretti che è l’autrice dei testi di accompagnamento (antichista e scrittrice). Fior di pelle può essere definita come una raccolta dei profumi della Toscana conservati nella memoria del suo creatore dopo anni di lavoro come rappresentante che lo portavano a vari spostamenti in macchina. ( I profumi finiscono nell’aria e l’aria stessa viene definita dalla Goretti come il “c’era una volta” di ogni storia) In occasione delle precedenti edizioni di Smell Festival Padovan ne parla con Paola Goretti senza farle sentire le sue fragranze ma solo spiegando cosa sono e cosa rappresentano per lui e da questo progetto nasce una sorte di profumo di accompagnamento di tipo verbale come per osmosi o per telepatia come dice l’autrice non nuova a questo tipo di esperienza. Proprio per questo la linea viene presentata in un cofanetto che somiglia ad un libro antico (presentazione non nuova ma che fece anche Elsa Schiaparelli per uno dei suoi profumi.
Fior di pelle prende corpo in 8 fragranze (ma 2 non sono ancora complete) proviamo a parlarne un po’ nella descrizione scandita dalla “danza delle ore” e quindi da momenti della giornata :
Verde Amiata ,evoca il profumo del mattino, il risveglio con i suoi odori e con quelli del bosco;
Cuoio di Siena, evoca il mezzogiorno con i suoi odori di mosto e di tabacco;
Giallo Limonaia, evoca il pomeriggio quando il vento scuote i limoni trasportandone nell’aria l’aroma ( per gli intenditori: di solito i profumi agli agrumi evaporano molto in fretta ma in questo c’è  quel qualcosa in più che lo rende fermo);
Rosso Maremma, evoca il tramonto con il suo odore di terra o di legno bruciato;
Arno d’Argento, evoca la sera di maggio, l’annuncio del temporale, gli animali notturni;
Nero Pitti, evoca la notte, è l’essenza più maschile tra tutte, rappresenta la potenza e la forza maschile che vede come simbolo la maestosità di Palazzo Pitti, nera come i suoi marmi.
Mancano a questo elenco l’alba di Blu Argentario che intende evocare l’odore della pioggia e del letto disfatto dei sensi e Bianco Fiesole che invece intende evocare l’ora meridiana, la calura del pomeriggio, l’odore dei panni stesi, gli abbracci degli amanti: le due fragranze non sono ancora complete.
Come potete vedere anche dai nomi, questa linea è un vero e proprio inno alla Toscana vista non come luogo ma come mitico orizzonte evocato e invocato a raccontare gli universali della bellezza.
Non intendo dilungarmi oltre ma per chi volesse approfondire c’è una ricca bibliografia sulla storia dei profumi e sulle ricette antiche……spero che tutto questo ancora una volta possa esservi utile e grazie a tutte coloro che hanno apprezzato “Nasi artistici in a dark mood”.
In un momento di crisi anche i profumi stanno dando il loro contributo all’economia e secondo Interparfums che gestisce vari marchi nel primo trimestre di attività si è vista una progressione del 13,5%.
 

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