martedì 8 marzo 2011

VOGLIA DI PRIMAVERA: FASHION TRENDS PRIMAVERA/ESTATE 2011

“E’ primavera…..svegliatevi bambine….”, diceva così la canzone “Mattinata Fiorentina” cantata da Alberto Rabagliati negli anni ‘50 , in realtà mancano ancora un po’ di giorni al 21 marzo… sperando che per quella data la primavera arrivi  non solo sul calendario. Ad ogni modo è arrivato il momento di svegliarsi dal letargo e dal torpore invernale. I saldi dell’inverno sono oramai agli sgoccioli, i negozi hanno già fatto le vetrine primaverili e chi segue il settore moda ha già visto cosa andrà il prossimo inverno. Prima di pensare all’anno prossimo vediamo magari cosa indossare il prossimo mese.
 Come avevamo già fatto ad ottobre nell’articolo per il blog Polistyle hot&cool, anche per questa stagione prendiamo di riferimento le linee guida tracciate da Maria Grazia Longhi (image maker dell’agenzia Demetra Image Consultants di Milano), durante la sua conferenza del  28 febbraio al Palazzo dei Congressi di Bologna nell’ambito dei due giorni di evento organizzati dall’associazione dei parrucchieri C.a.c.f con la collaborazione dell’ Oréal Paris.
La primavera è il periodo della fioritura per eccellenza perciò uno dei trend della stagione non poteva che essere quello dei giardini, l’Eden. Trionfa il bianco e ovviamente il verde ma anche colori come il corallo e il fucsia. Come ad ogni stagione si va a caccia del nuovo nero (chissà poi perché??) e per questa primavera è stato individuato proprio nel bianco anche se il colore della stagione sarà il caprifoglio: nuance che si colloca tra il rosso porpora e il rosa. Già agli inizi del 2011 Pantone, l’azienda che fissa gli standard dei colori moda aveva fatto questa scelta vedendo nell’ombreggiatura rosa tendente al rossastro una capacità di ridare vigore e di riattivare i sensi. La nuance caprifoglio ha proprietà energetiche che pare aiutino a scongiurare tristezza e malinconia (così dice l’executive director di Pantone Institute), e di questi tempi c’è veramente bisogno di risollevare l’umore.
 
Il Caprifoglio.

Marc Jacobs.



  
Marc Jacobs.





In questa tendenza che si ispira ai giardini ( o se preferite a fantasie English bone China) ci sono contaminazioni hippy anni ’70, rivisitati in tendenza radical chic. Tornano le fantasie floreali grandi e piccole. Questo neo-hippy si abbina a lavorazioni all’uncinetto o a pizzo macramè. I tessuti hanno lavorazioni che somigliano a fili d’erba ( e in questo gli abiti del cartone animato Trilli erano già avanti…) e anche le forme sembrano disegnate dalla natura: linee a petalo, abiti a corolla (qualche manica a farfalla) ma anche linee di ispirazione orientale. Forme fresche, confortevoli, fluenti, easy. Ci si rivolge ad una donna giovane, romantica, spesso con i capelli lunghi come ad esempio Scarlett Johansson. Gli anni ’70 li ritroviamo anche nei capelli: accessoriati con grandi fiori o ancora più hippy con corone di fiori o con pettinature a treccia.
E se gli abiti sono morbidi lo sono anche gli accessori, drappeggiati e orientaleggianti.

Valentino.

Valentino.


D&G.








Restando in argomento natura ritroviamo un altro trend e parliamo di deserto e di sole. I tessuti riprendono delle stampe afro o se vogliamo graffitare. C’è tanto Denim anche se in tagli e forme più ricercate (ricordiamo che il jeans ultimamente ha persino sfilato nell’Haute Couture a Parigi). I pantaloni sono ancora a vita alta e lo saranno anche nel prossimo inverno.
Si cambia completamente la palette dei colori e pensando al sole e al colore della terra del deserto attraversiamo tutte le diverse tonalità dei colori estivi per antonomasia: dalle varie sfumature del giallo a quelle dell’arancio che si abbinano con il bianco e/o il nero. A differenza del trend precedente ci si rivolge ad una consumatrice meno romantica ma sempre elegante. Icona di questo stile è Penelope Cruz. I capelli sono effetto bagnato o sono voluminosi. Gli accessori sono afro o da città.
 
Miu Miu.

Versace.



Mi permetto di far rientrare in questo trend anche l’effetto rainbow o vitaminico voluto da Frida Giannini per Gucci (verde-viola-arancio), da Jil Sander (rosa-arancio-blu elettrico), da Aquilano e Rimondi (fucsia-verde, arancio-giallo-blu) -solo per citarne alcuni- perché i colori del sole “la fanno da padrone” anche se in accostamenti shock.

Gucci.


 Parliamo di pin up, di stile anni 50, si ne avevo già parlato sia per la lingerie  sia per la tendenza burlesque ma questo stile ironico- retrò torna anche nell’abbigliamento: ci sono le righe,i pois, e i quadretti, come segni distintivi della stagione. C’è anche il mix di trends e quindi ritroviamo abbinamenti di righe a fiori, righe a micro fantasie e pois a fiori. I tagli sono corti, le teste con le fasce. Icona di oggi di questo stile è Cloé Sevignì che si scontra con B.B per il passato. Le ragazze sono un po’ frou frou nei loro accessori bon ton o di design. Un esempio su tutti la borsa di plastica tipo sacchetto della spesa di Jil Sander. 
Prada.
Chanel.

                                                                        Market acetate bag di Jil Sander.
La tendenze cruise e i colori coloniali (di Stefanel, Louis Vuitton, Ferragamo e Lanvin) convergono in un trend esotico sofisticato con richiami anni 70 : shorts, forme morbide, accessori stilosi e senza tempo. Questo trend vede come  icona Tilda Swinton anche se io preferisco l’icona del passato Marisa Berenson (nipote della più famosa Elsa Schiaparelli). I capelli sempre accessoriati ma in modo ricercato.
Salvatore Ferragamo (2 foto).


Anche per la primavera ci portiamo dietro dall’inverno i leggings, il pizzo, che ritroveremo anche per l’A/I 2011-2012, e le t-shirt che abbiamo visto soprattutto nel guardaroba maschile. Ritroviamo lo chemisier come l’estate scorsa e tanta ma tanta cura nella scelta dell’accessorio. Tornano le scarpe legate alla caviglia, vedremo qualche pancia scoperta ( x chi può….) e tanti scolli a V neri. Di certo non passa inosservato uno sguardo aperto verso l’oriente: le giacche pagoda le bluse e gli abiti da geisha. Il Giappone oltre ad essere un buon mercato per la moda italiana diventa anche una fonte d’ispirazione….tranquilli non parlo dei ritrovi della domenica ad Harajuku  ma di stilizzazioni, silhouette curvilinee e di giochi di luce ovvero alternanza di opacità e trasparenza del tessuto.
Ecco fatto, io quello che sapevo ve l’ho detto adesso però tocca a Voi, applicatevi e se vi va tenete a mente questi consigli di stile. Buona primavera a tutte.




domenica 13 febbraio 2011

CALABRIA: NON SOLO 'NDRANGHETA, 'NDUJA E SOPPRESSATA

Sotto le macerie di una regione oramai distrutta dal “magna magna” generale batte un cuoricino creativo, quello del calabrese. Di tanto in tanto viene fuori qualche nome, ma in punta di piedi: qualche scrittore, qualche medico di fama mondiale che per ovvi motivi lavora negli States ,qualche superprocuratore…..
Quando si parla di Calabria si pensa al mare, al cibo ma ci sono anche delle teste, parlo di teste perché alcuni cervelli sono fuggiti altrove sui pullman che oramai hanno quasi sostituito il servizio ferroviario. Ciò che ha fatto nascere questo articolo è stato vedere una timida cinematografia cercare di farsi largo. E’ il cinema dei  corti,  medi e lungometraggi……..perchè la quantità non è sempre sinonimo di qualità. Il 15 gennaio è stato proiettato  e ovviamente poco pubblicizzato il medio metraggio “Liquirizia, le tue radici”, prodotto da un’associazione culturale di Rossano Calabro (Cosenza) e diretto dal regista e sceneggiatore cosentino Renato Pagliuso. Il prodotto è incentrato sulla storia vera di un  vivace ragazzo tunisino, Abdul, soprannominato Liquirizia perché goloso di radici nere e su un’infanzia passata a vendere accendini ai semafori di Rossano Calabro, (precisamente in Contrada Frasso), nella zona dove sorge fabbrica e museo Amarelli dal 1731. Il bambino interpretato da Sohaile Dine si vede sempre  con il suo legnetto in bocca raccolto nelle campagne, ed è proprio nelle campagne, nella terra che comincia il suo processo di integrazione . Rossano, deve il suo nome al colore della sua terra, rossa,  questo  permette ad Abdul di accostarla a quella del suo paese natale: nasce un’identificazione. Il finale è inaspettato.
I due protagonisti: Sohaile Dine e Vincenzo Sapia
Dalle scene di vita quotidiana, dalla ricerca di un senso di appartenenza ad un nuovo paese passiamo ad un giallo psicologico. Parliamo di Pierfrancesco Laghi e del suo lungometraggio “Gli uomini uccidono”.
 Anche in questo caso parliamo di una produzione locale, low coast, finanziata in parte dal comune di Castrovillari (Cosenza) , dalla provincia di Cosenza e da sponsor privati. Investimento insolito per un comune….ancora di più se è del sud Italia, che sia un segnale di rinnovamento dopo tanto vecchiume? Il giallo ricostruisce i delitti di un serial killer e presenta il male come essenza fisica, condizione che influenza l’uomo a livello sociale. Girato tra i paesi di Castrovillari, Morano, Sibari e Gizzeria, il lungometraggio ci presenta una cupa visione della realtà sociale, con suspense, allucinazioni e riscatto sociale. Pierfrancesco Laghi dichiara di voler continuare a investire nella sua terra per dare opportunità ad eccellenze e talenti inespressi.
Andando indietro di qualche anno ritroviamo il vincitore del concorso “In corto 2004”, è il documentario "Chora", realizzato da Lorenzo Adorisio e Giuseppe Capoano ,due artisti di Cirò Marina (attuale nome di Chora) :un ragazzo scopre che la terra in cui viveva sua nonna rimane immune allo scorrere del tempo. Il prodotto  rientra in un progetto di studio della pronuncia italiana e viene proiettato al Museo della cinematografia di Dusseldorf (gestito da italiani) contornato da dibattiti su colori e costumi del dialetto, sul senso di nostalgia che accompagna coloro che sono emigrati. Uno dei due autori, G. Capoano ha esposto anche una sua mostra di dipinti fatti con il caffè, opere dal taglio fotografico (tra le sue opere anche un ritratto di Carmine Abate – scrittore).  Dell’evento si è occupato l’Istituto di cultura Francese di Dusseldorf, quello di Romanistica e Radio Colonia……ma  noi qui in Italia ne sapevamo qualcosa?
Mi auguro che  produzioni come queste possano avere un pubblico nazionale oltre che locale perché senza dimenticare i nomi storici calabresi si avverte proprio un bisogno di  novità e di farsi sentire.
Si pensa che il fermento creativo e culturale nasca nelle città più grandi ma non è sempre così. Soveria Mannelli un paese credo sconosciuto anche da molti calabresi vanta un’attiva casa editrice  dalle scelte molto raffinate, inoltre è stato definito come il paese più tecnologico d'Italia. Lo scrittore di Carfizzi (KR) Carmine Abate, già vincitore del premio Oscar Mondadori  sta inanellando una serie di successi, l’ultimo è “Vivere per addizione e altri viaggi”.
A teatro, poi, i due comici di Reggio Calabria, Battaglia e Miseferi,( passati da programmi e spettacoli di Pingitore a trasmissioni come "Quelli che il calcio") si dedicano ad una riscoperta della tradizione con le favole antiche raccolte e raccontate in “C’ero due volte”.
E’ triste dirlo ma io credo che se non fosse per i Bronzi di Riace molti si dimenticherebbero che esiste arte in Calabria! A tal proposito voglio citare il museo Marca di Catanzaro, un realtà nuova e interessante, un museo di arte moderna degno di nota. Ultimamente ha ospitato la mostra Community sull’evoluzione del concetto di comunità nell’era globale.
Probabilmente coloro che hanno visto ( me compresa)  l’ultimo film di Antonio Albanese “Qualunquemente” si sono fatti un’idea completamente diversa della regione. Ma non dimentichiamo che Cetto La Qualunque rappresenta il politico medio italiano e non  solo calabrese ,anche se accompagnato da note di folklore locale e che c’è sempre l’altro lato della medaglia bisogna solo avere l’accortezza di girarla.

mercoledì 26 gennaio 2011

PITTI UOMO 2011 + MILANO MODA UOMO

La 79° edizione di Pitti Uomo 2011 è tornata a Firenze (10-14 gennaio) con le nuove tendenze per il prossimo inverno 2011-2012. E’ vero che siamo ancora impantanati nell’inverno 2010-2011  (impantanati nel vero senso della parola viste le previsioni meteo), ma, carissimi amici maschietti,  mai come in tempo di saldi alcune informazioni possono esservi utili. In effetti, sapendo già cosa troverete nei negozi l’anno prossimo potrete fare degli acquisti oculati e  next winter oriented. Detto fra di noi, questa è una bella furbata!
L’evento principale di questa manifestazione è stata la ricorrenza dei 100 anni del marchio Missoni (nel 1911 aveva iniziato con la produzione di un paio di guanti…), che ha presentato un uomo persino con t-shirt in pelle, vestito di pelle dalla testa ai piedi.  Ha sfilato la pre-collection Woman di Alberta Ferretti, con la voce di Elisa come sottofondo.  Si è data la possibilità di farsi vedere a giovani creativi come Fabio Quaranta e Andrea Incontri, vincitori del concorso Who’s on next?.
Ma veniamo a noi, le parole guida di questa manifestazione sono state: comfort, effetto invecchiato, cachmire (nelle maglie, nelle calze, nelle scarpe e nelle camice). Solo Armani si pone in controtendenza rispetto al cachmire dicendo che bisognerebbe utilizzare più modal e poliestere.
Dsquared

E. Zegna

Ermanno Scervino


Frankie Morello
Come già vi avevo detto in precedenza (vedi articolo Assolutamente uomo),il look maschile è sempre più contaminato. Permettetemi una citazione anni ’80, Franco Moschino diceva “la moda è una commistione di stili diversi”; è proprio questo che stiamo vedendo ultimamente. Lo sportivo si mescola con il classico perché un outfit (per dirla in termini tecnici), un look deve essere h24, deve andare bene per tutti i momenti della giornata. Per questo motivo diciamo arrivederci al classico completo formale …. ma solo arrivederci perché tutto ritorna e bentornato allo spezzato. La giacca non è solo elegante ma pratica, con imbottitura invisibile, e poi morbida, in jersey, in cachmire, diventa quasi cardigan, ma un po’ retrò a cinque tasche.
Dirk Bikkemberg

 Il tartan che già abbiamo visto quest’anno nelle camice lo ritroviamo con pantaloni, pullover,accessori, piumini e bordature. Ci sono tessuti classici come il principe di Galles e il pied de poule (per quest’ultimo mi piace l’abbinamento sciarpa e cappotto uguale).
Ancora maglie con motivi norvegesi , con le trecce, e con delle nuove lavorazioni ad effetto 3 D (Versace) e  rilievi a punto Bubble. La lana viene usata quasi come un tessuto e viene lavorata con fibre di cellulosa (Lardini) per ottenere un effetto croccante (stessa cosa per il cotone, ovviamente prodotti solo in colori melange).
Per i più giovani vengono proposte t-shirt con stampe di cover di canzoni storiche (per esempio di Brian Ferry).

Burberry.
I pantaloni vengono proposti con la doppia pinces ma quelli più cool sono quelli da tuta o con i bordi in maglia. Gli amanti del gessato lo ritroveranno, soprattutto nella versione con i tasconi cargo.

Gucci.
Parlando di colori ritroviamo il grigio, considerato come il colore della virilità per eccellenza, indossato in sovrapposizioni di diverse sfumature (Armani). C’è il blu, il cammello,i toni neutri e melange, salvia, mandarino. Qualcuno azzarda camice dai colori shock, tipo ciclamino, arancio, violetto.  Altri (E.Zegna) opta per una gamma di colori che va dal mogano al rosso lacca, al verde bambù. In realtà pare che il prossimo sarà l’anno dei colori indefiniti. Ritornando al look a strati spunta il gilet, anche di pelliccia e per risolvere il problema degli abbinamenti c’è il 3 in 1 (di Dsquared), cioè cappotto-giacca-gilet.  
L’abbigliamento sportivo diventa sempre più tecnico, con piumini dal riscaldamento interno fino alla giacca anti proiettili, a quella inifuga, con micro chip o con imbottiture da motociclista. I materiali gommati non appartengono solo agli impermeabili ma anche ai cappotti (Pzero si ispira addirittura a Superman). Ritorna il parka, il trench da cow boy e la pelle di bufalo, il montgomery, la coperta usata come poncho e, in gran rispolvero, il cappotto. Secondo i rumours sarà proprio questo il must del prossimo inverno, proposto oversize (Prada), smilzo (Armani), di lana bouclé o con un bottone. Il cappotto per Armani è un modo per evitare l’omologazione degli anni di piumini imperanti.
Prima di passare agli accessori un breve accenno alle abbottonature che diventano trasversali o invisibili.
Le sciarpe saranno forse l’accessorio più gettonato, in diversi colori e tessuti che non si stropicciano. Sono state presentate sia la cravatta che le calze in oro, del valore di 11 e12 mila euro…..io direi di lasciarle agli sceicchi però……
 E dal cappotto il passo verso il cappello è breve, Borsalino ne presenta uno salvavento. Si vedrà qualche papillon (onestamente spero solo qualche), la pochette nel taschino e la pochette intesa come porta documenti in mano (forse qualcuno si è ricordato del vecchio borsello?).
Scarpe: ci sarà il classico modello della Clarks declinato in colori diversi e in tessuti di maglina, proposte di scarpe in cachemire, le stringate classiche maschili, i polacchini degli anni ’80 (Tods), delle scarpe con elementi rubati al trekking, scarpe molto colorate per Cesare Paciotti e con rifiniture tartan da Diadora .   
Spero di aver detto tutto o quasi (avendo incluso anche le proposte di Milano Moda uomo) e concludo dicendo agli uomini di continuare così perché pare che proprio la ripresa di questo settore stia trascinando gli altri fuori dalla crisi.




giovedì 20 gennaio 2011

7 CHILI IN 7 GIORNI


Secondo qualche nutrizionista pare che tra Natale e Capodanno siano state ingurgitate circa 7000 calorie più del normale. Pensando e ripensando a cosa salvare e a cosa buttare giù dalla torre del 2010 la risposta viene da sola: i chili di troppo.
Vi ricordate il film "7 chili in 7 giorni"? Era il 1986  e Carlo Verdone e Renato Pozzetto si improvvisavano nutrizionisti in una clinica per obesi. Di acqua sotto i ponti ne è passata ma la conclusione non è cambiata: è impossibile perdere tanto peso in così pochi giorni! Ci sarà pure qualche fortunata/o che ha visto il suo peso invariato nonostante gli stravizi natalizi no? Io non appartengo a questa categoria e, adesso che anche i supermercati hanno smaltito pandori e panettoni bisogna correre ai ripari. Non ci sono più scusanti!
Secondo Daniela Contavalli, personal trainer e istruttrice di fitness presso la palestra Mithos by MHC di Bologna, l’allenamento ideale sarebbe quello metabolico che ha la caratteristica di incrociare l’esercizio cardio controllato con esercizi di tonificazione come ad esempio lo squat, cioè con esercizi (che siano ad alta spinta metabolica) che coinvolgono contemporaneamente più gruppi muscolari. Questo tipo di allenamento fa aumentare il metabolismo basale. Il controllo dell’alimentazione è una condizione necessaria indipendentemente dal tipo di allenamento intrapreso (fare una dieta disintossicante eliminando dolci, alcol e unti, bere delle tisane drenanti, etc.). Rivolgersi ad un nutrizionista per una dieta personalizzata secondo lei sarebbe la scelta migliore. Aggiungo, a meno che non si tratti di bricolage il fai da te non è mai consigliabile!
Per i neofiti della palestra è indicato  un allenamento cardio con il tapis roulant, la cyclette, di minimo 20-30 minuti, e anche corsi collettivi di fitbox. Le persone più allenate potrebbero seguire corsi di step, aerobica, spinning, total body e pilates (per aiutare la postura).  Gli allenamenti di impatto dovrebbero essere fatti a cicli  perciò il consiglio migliore è quello di farsi seguire dagli istruttori e/o personal trainer che elaborano delle schede di attività fisica per l’arco di 6/8 settimane considerando in essa le variazioni da apportare nel tempo stabilito.
I risultati arrivano….ma si sa…ci vuole tempo. Intanto possiamo lavorare su noi stessi trovando una soluzione a questa convivenza forzata: l’accettazione consapevole, (del resto perfino il concorso di Miss Italia quest’anno è stato aperto alla taglia 44!). Operando in questa direzione possiamo chiedere aiuto alle nuove tendenze. Vi direte…quando mai la moda è venuta incontro al chilo di troppo?  Vi rispondo io: ora.  E’ tornata di moda la pancera! Diverse case di biancheria intima hanno ripreso a produrre questo capo di lingerie  oramai considerato out. Già in voga negli USA è arrivato anche da noi: La Perla, Pierre Mantoux, Eres (controllata da Chanel), Luna, Triumph  e poi anche la meno costosa Calzedonia e molti altri marchi hanno realizzato una linea shapewear. Parliamo di body, culotte, pancere, calze e leggings  con la funzione di plasmare e modellare (temporaneamente ovviamente) le zone critiche. Uomini, non lamentatevi c’è n’è anche per voi, è la Body Max, una maglia con la parte centrale contenitiva. Questi effetti sono possibili grazie a delle fibre tecnologiche moderne come la Lycra Fusion, e il tulle modellante. I colori più usati vanno dal nero al marron glacé.




Il ritorno alla biancheria datata oggi è considerato come l’ultima frontiera della seduzione e a proposito di seduzione parliamo di Burlesque: forma di spettacolo che di certo aiuta ad accettare le rotondità post- natalizie.
Avrete notato che le ballerine di Burlesque non sono certo magre, eppure le cheescake girls, così chiamate per le forme burrose, con le loro pancere esprimono un desiderio di…… ottimismo. Negli anni ’50 Bettie Page era diventata la regina delle pin up con un corpo che ha conturbato gli americani. Oggi è il turno di Dita von Teese  che è riuscita a far capitolare Marilyn Manson (oramai suo ex). Le ragazze che fanno esibizioni di Burlesque si divertono e divertono. Non a caso questo tipo di spettacolo sarà parte dell’ addio al celibato del principe William d’Inghilterra.

Dita von Teese

A questo punto non ci resta che identificare le nostre curve pericolose, scegliere l’intimo giusto ed esibirle, o esibirci magari per una persona speciale, continuando a lavorare per recuperare l’antico splendore in tempo per l’estate.
Dimenticavo, se il vostro segno zodiacale è Cancro, Sagittario o Leone e qualche altro munitevi di tanta pazienza  pare che  per voi sia più facile accumulare. Buon allenamento a tutti.   

giovedì 30 dicembre 2010

IL VESTITO DI CAPODANNO

Il cenone-veglione di Capodanno si avvicina e, che sia in casa o in famiglia, si sente comunque il bisogno di vestirsi bene. Sembra una cosa effimera…del resto chi rimane a casa si dirà “che gusto c’è a cambiarsi d’abito senza uscire?”, in realtà questo ha un suo significato. Si sta per liquidare l’anno vecchio per dare il benvenuto (…speriamo sia buono!) all’anno nuovo e il cambio d’abito sta a simboleggiare una novità, quindi un cambiamento . Il Natale è stato caratterizzato dal look total white o per restare in tema, donna delle nevi con pelliccia annessa vera o finta che sia.  Invece, per il 31 sera, il rosso è il colore che si ripropone, come ogni anno: la novità è che quest’anno è di moda, dopo tempi di egemonia del nero. Non più solo biancheria intima rossa ma si possono osare anche gli abiti. Chi proprio non riesce a rinunciare al look  in black, un po’ perché così non sbaglia con gli abbinamenti, un po’ perché così  si vede più magra,  deve assolutamente sceglierne uno con un po’ di pizzo, perché questo è stato proprio il suo anno (del pizzo intendo) e pare ci sarà ancora in primavera…ma ne parleremo più avanti. Se poi,  proprio non trovate l’abito che fa per voi, con profili o intarsi in pizzo, ci sono sempre i collant effetto pizzo che a me piacciono tanto, quindi niente più gambe nude. Ritorniamo al rosso: questo colore è considerato come un simbolo di prosperità, è un colore benaugurante, ecco perché quanto meno si cerca di indossare la lingerie rossa, (un trucchetto: esistono abiti lingerie che risolvono il problema).
Dal vestito passiamo ai capelli: ci si può sbizzarrire con fermagli e cerchietti di ogni tipo. Sul mercato sono presenti quelli fatti con la passamaneria, con gli strass, con tulle e organza.
Visto che la parola d’ordine è brillare per il trucco abbiamo a disposizione gli eye liner glitterati, le ciglia finte gioiello, rossetti e smalti brillanti che tornano dopo un lungo periodo di toni mat. Il glitter è anche sulla pelle e non solo con piccoli luccichii come qualche anno fa ma con tatuaggi temporanei che ornano le scollature o si intravvedono con il nude-look.
E le scarpe? Rigorosamente, alte, open –toe o peep toe che dir si voglia, decolleté e modello chanel (per intenderci chiuse davanti e aperte dietro).
Dimenticavo l’oro……L’oro quest’anno è dappertutto (vedi il mio articolo Gold. Il potere dell’oro) ma per l’occasione si può portare una clutch vintage e/o accessori e bijoux dorati.  Dorati sono anche gli addobbi natalizi perché anche la casa deve essere luminosa, deve abbagliare.
Abbiamo parlato di un po’ di cose ma fate attenzione al vostro mix and match…. non potete indossare tutto quello che vi ho detto insieme…rischiate l’effetto pacco-regalo o anche albero di Natale…scegliete voi! 
Come sempre ci vuole cura nella scelta, ecco la mia selezione:
tubino nero non molto rigoroso con tocchi nude look, tacchi vertiginosi magari gioiello (ma solo il tacco), clutch dorata e lingerie rossa. Se siete tutte di nero vestite, gli accessori devono essere dorati oppure indossate un gioiellino con un un tocco di rosso. Il trucco deve brillare e i capelli devono essere voluminosi. Se volete indossare delle scarpe rosse per il ballo di Mezzanotte, fatelo tranquillamente e ricordatevi di battere i tacchi per volare nel paese di Oz chiamato 2011.
Scelto dal sito Luisaviaroma.
Io aggiungerei una clutch (pochette rigida per capirci meglio), dorata. 
Se non c’è un veglione o una festa esclusiva nei dintorni e fuori c’è tanta neve, vestitevi bene e poi fuori con gli amici ma non a sciare, a ciaspolare incontro al New Year.  Voglio chiudere con il consiglio di Enzo Miccio e Carla Gozzi dicendo: “ che il buongusto sia con voi” e aggiungo…per  tutto l’anno.   
                                                                                                                           Happy New Year  

lunedì 27 dicembre 2010

VIAGGI DI NATALE


Natale con i tuoi e gli altri giorni? L’ideale sarebbe girovagare quà e là per l’Italia, per l’Europa e perché no anche per il mondo. Non mi dilungherò nei preamboli per lasciare spazio ad una lista di cose utili e futili da fare e/o da vedere durante le vacanze di Natale….ovviamente la selezione è stata fatta da me, in base ai miei gusti…spero di aver azzeccato qualcosa che piace anche a voi.

Colonia. Natale 2009
Amici si parte.
Se decidete di restare nei paraggi (nel senso in Italia), a  Bassano del Grappa Babbo Natale e i folletti  trasformano la città in un’incantevole fiaba, e in più una giostra di cavalli dell’800. A Milano il museo del Design apre un ciclo di mostre dedicato a Carlo Contin e Joe Velluto. Se poi volete andare a caccia di boutique cool e di artigianato c’è via Mercato, Pontaccio, dell’Orso e Brera…che non è solo pinacoteca…..Hanno aperto i battenti i negozi Gap,(per gli amanti del look casual&chic) e Banana Republic.
Una città di mare come Genova (ex Repubblica marinara)  presenta diversi visioni del mare nella mostra  “Mediterraneo”, da Courbet a Monet a Matisse, Palazzo Ducale fino al 30/01. A Ferrara, il Palazzo dei Diamanti insieme al Louvre di Parigi organizza la mostra-evento su Jean-Baptiste Chardin, il pittore del silenzio che diceva di usare il colore per dipingere i sentimenti. Per questo evento la maison Bulgari ha creato la parure “Elisia” con diamanti, smeraldi e zaffiri. A Rimini, a Palazzo Sigismondo, ci sarà la mostra sugli Impressionisti. 
Fra le tante cose che può offrire la città eterna io ho deciso di segnalare “Omaggio al Tricolore”, a Roma, al Vittoriale, fino all’epifania. 24 grandi marchi (da Blumarine a A.Ferretti e Scervino) reinterpretano 24 bandiere in onore del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Si passa dalla bandiera tridimensionale con chiffon a quella di seta illuminata da nebulose di cristalli, a quella che si può quasi indossare.
Se lasciate la terraferma, Palermo vi offre un tuffo nel passato con il Festival di Morgana: le famiglie storiche dei pupari siciliani si esibiscono in un festival che è stato dichiarato “capolavoro immateriale e orale dell’umanità” dall’Unesco. Sempre nel rispetto della tradizione a Erice (Trapani) si tiene  “La Zampogna d’oro”, evento che raccoglie i zampognari di tutta Italia. E se proprio avete deciso di fare un tour siciliano e siete molto golosi passate per Modica. Se non sapete rinunciare allo shopping c’è una novità: a Ispica è nato Runway store, esclusivo outlet.
Parliamo di capitali europee.
A Parigi si può passare dalla mostra-evento “Basquiat” (al Musée d’art moderne de la Ville de Paris) alle esposizioni dei giovani artisti di “meet my design” tra feste e locali cool. Sempre Parigi presenta un giovanissimo Yves Saint Laurent nella mostra di Pierre Boulat al Petit Palais, e fino al 26 giugno “D&G  Les années 1900-2000”:  histoire ideale della moda italiana vista attraverso i corsetti, da quelli tipo pin-up a quelli indossati da Madonna nel 1991 fino ad arrivare a Lady Gaga.
Niketown. Londra


Nikeid.Londra
A Londra  ha aperto il più grande e innovativo centro commerciale della città. Si chiama “One new change”, è a Cheapside e offre uno dei più alti roof-terrace della città il cui skiline è dominato dalla vicina cattedrale di St.Paul. L’edificio è modernista in un contesto neoclassico ed è dotato di più di 6000 pannelli di vetro:  brand di alta gamma,negozi indipendenti, concept restaurant di prestigio unico. In Oxford Circus riapre, dopo un restyling, il più grande flagship store Niketown su 4 livelli. E’presente uno spazio NikeiD per  personalizzare on line i propri articolo sportivi e per gli amanti del calcio macchine da cucire per ideare le proprie scarpe da calcio e plasmarle attorno al proprio piede. Fino al 9 /01, presso la Somerset house una raccolta delle campagne pubblicitarie realizzate per Dior più alcuni schizzi inediti in “Dior illustrated: René Gruau and the line of beauty”.
Per gli amanti delle scarpe i grandi magazzini Selfridges hanno inaugurato un piano interamente dedicato alle scarpe, è stato definito come il paradiso delle scarpe, è infatti lo spazio- scarpe più grande del mondo. Tra l’altro i saldi lì iniziano prima. 
Ad Amsterdam non si può perdere la suggestiva Christmas Canal Parade.


Colonia.Peek & Cloppenburg 

E adesso andiamo in Germania: a Colonia Dilek Hanif  fino al 30 gennaio al Museo delle Arti Applicate (fondato nel 1888). La sua esposizione “Instanbul Fashion” è dedicata alla moda contemporanea turca  particolarmente ricca e aperta a nuove prospettive. Dilek Hanif è una stilista-imprenditrice riconosciuta come uno dei volti più rappresentativi della Turchia moderna, ammessa anche alle sfilate Haute Couture di Parigi. Già che ci siete una visitina ai grandi magazzini  Peek and Cloppenburg non può mancare. 

Dilek Anif.



Se le vostre vacanze sono lunghe o semplicemente posticipate a  Dusseldorf , l’imperdibile Salone della moda,6-8 febbraio 2011: 17 padiglioni divisi in 4 settori, Styles, moda contemporanea e femminile, Superiors, griffes di più alta gamma, Complements, accessori, Moods, moda giovane e jeans.
Cambiamo continente : 


A New York per gli amanti del basket ha aperto il flagship Converse che permette tutte le combinazioni e personalizzazioni possibili delle scarpe e se avete nostalgia dell'Italia non c'è solo il quartiere Little Italy ma anche il nuovo Italian design street walking che offre in un percorso ideale attraverso 19 showroom l'origine  e l'evoluzione del made in Italy.
A Istanbul: il duo creativo Autoban (Seyhan Ozdemir e Sefer Caglar) ha creato il multibrand più cool della città “V2K” e dopo lo shopping si può pernottare in un lussuoso hotel come “The Marmara Sisli” con stanze in stile anni 50 di varie grandezze più 13 camere wagon che creano un vero e proprio treno.  
Per vacanze intrise di  spiritualità ecco Gerusalemme con la sua complessità, il  mix di culture(loro dicono:”…non capiamo la gente che parla per strada, decine di lingue, di dialetti”).Tanta storia ma anche  incursioni moderne come Il ponte di Santiago Calatrava. Girando l’angolo si passa dall’antico suk arabo al quartiere armeno, quello dei giovani. I mercati si convertono in gallerie d’arte, caffè letterari, atelier di giovani artisti. La città moderna però suscita polemiche. Da visitare Il Monastero della Croce e Il moderno Museo d’Israele.
Poi c’è Shangai  e il mercato del falso:  neanche Mario Boselli, presidente della camera della moda, ha saputo resistere al suo Daobao market, dove più del 90% della merce è contraffatta. Questo luogo è diventato meta turistica anche per chi subisce la  concorrenza cinese e pare che la qualità sia scarsa…..non si può avere tutto.

Shangai.
Io quello che sapevo ve l’ho detto ma se proprio non siete rimasti colpiti da nessuna informazione preparate un trolley a metà (un po’ estate e un po’ inverno), andate in aeroporto e prendete il primo last minute conveniente magari vi porterà all’isola del tesoro e, se leggete i miei articoli sapete che esiste davvero! Buon viaggio.  





mercoledì 22 dicembre 2010

L'ALBERO DI NATALE

Coccinelle. Bologna

Mancano pochi giorni al Natale e anche quest’anno ho cercato di scovare qualche albero di Natale particolare. In un momento in cui si cerca sempre qualcosa di nuovo per poi scoprire che ciò che è nuovo in realtà è già vecchio (mi riferisco alla tendenza del Vintage, alla riattualizzazione e/o rielaborazione di capi: tendenze degne di rispetto visti i tempi che corrono!) è veramente difficile trovare un albero di Natale che non sia già visto.
L’anno scorso ho pubblicato la foto dell’albero di Hello Kitty, premiando così la parte più fanciullesca di me. Si trattava di un albero rosa, ovviamente con addobbi a tema. Quest’anno avevo pensato di pubblicare la foto dell’albero di Natale in fibra ottica più grande del mondo, fatto da Charles Koa, premio Nobel per la fisica 2009 (padre della fibra ottica per l’appunto):  più di 4 milioni di fibre ottiche per aiutare la ricerca contro l’Alzheimer. L’albero è stato installato in un centro commerciale di Hong Kong. Volevo qualcosa di diverso però, qualcosa che fosse a portata di mano più che a portata di mouse! Un conto è girare per la città e trovare casualmente o cercare una cosa da fotografare, altro è impostare sul web una ricerca di alberi di Natale. Alla fine ho trovato l’albero giusto.

Ma perché poi, facciamo l’albero? E’ vero che è una tradizione di origine pagana che affonda le sue radici nella tradizione nordica (germanica), non nostra, ma comunque con un nobile significato. La parola “abete” significa nascita, origine.  Per i Celti l’abete era simbolo di lunga vita. Anche le luci dell’albero hanno un loro significato: rappresentano le candele accese che secondo Martin Lutero (fautore della Riforma Protestante), sono la luce di Gesù. Oramai la tradizione pagana dell’albero e quella cristiana del presepe viaggiano fianco a fianco e, nella disputa fra sostenitori dell’uno e sostenitori dell’altro, secondo me, è giusto che ci sia un pari merito….. mai come adesso, visto che si parla di era globale!
Ma torniamo a noi. Cambiando genere, tono e toni  passiamo dall’accessoriato all’essenziale. Quest’anno ho scelto di presentarvi un albero di Natale elegante ma minimal, poco addobbato o meglio poco accessoriato e allo stesso tempo fatto con quelli che sono da sempre gli accessori per eccellenza delle donne: le borse, nella fattispecie miniature di borse che fanno la struttura dell’albero con qualche pallina piccolina qua e là. E non poteva che essere così visto che si trova nelle vetrine di un noto negozio monomarca di borse italiane. L’albero è sospeso e capovolto.
 Sospeso? Giusto! Non siamo  forse tutti sospesi in questa vita? Viviamo in balìa di eventi che non possiamo controllare.
Capovolto? Quante volte abbiamo detto o sentito dire che questo mondo sta andando al contrario, che invece di andare avanti andiamo indietro, etc, etc….Dunque, il mondo moderno oramai è capovolto.
Non ci resta che interpretare gli alberi in modo soggettivo, classico o meno e per quelli dell’ultim’ora….sbizzarritevi , ricordate che il rosso e l’oro quest’anno dominano e che gli addobbi oramai saranno già scontati.
                                                         Buon Natale